Secondo quanto riportato dal sito GreenMe.it con un articolo a firma Elisabetta Ragni, s’infittisce il mistero sul comma dell’articolo 25 contenuto nel decreto liberalizzazioni, che a quanto pare celerebbe al suo interno parecchie sorprese. Un esempio? Se il testo passasse così com’è stato presentato, e quindi si desse il via libera al piccolo codicillo, sarebbe possibile ottenere il via libera a tutte quelle opere di smantellamento dei vecchi siti nucleari italiani, sollevando così il problema scorie ivi stoccate.
E, come ricorda bene Ragni nel suo articolo, in Italia, e in particolare a Saluggia, c’è già una situazione delicata: nel sito della cittadina piemontese, infatti, viene stoccato l’85% dei rifiuti radioattivi italiani, in deroga alle procedure ordinarie. Un vero e proprio comprensorio nucleare.
Pronta la risposta di Lega Ambiente, che affida al suo sito internet una lettera intesta al presidente Mario Monti. Ecco un significativo stralcio:
“…Sarebbe estremamente grave se si accelerassero e snellissero le procedure di smantellamento degli impianti nucleari e di realizzazione dei depositi senza le dovute cautele che la questione richiede, perché si rischierebbe di rifare lo stesso errore commesso dal governo Berlusconi nell’autunno del 2003, quando fu decisa con procedure semplificate davvero discutibili la localizzazione della discarica per rifiuti radioattivi a Scanzano Jonico in Basilicata, scatenando una sollevazione popolare che poi portò l’esecutivo a cancellare dopo qualche settimana la localizzazione proposta”
Vi terremo informati sullo sviluppo della vicenda.

