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La lobby della plastica vince. Salvi i sacchetti

La lobby della plastica vince. Salvi i sacchetti

Erano pronti per andare in pensione, e invece no. Un’altra lobby fa la voce grossa e il governo Monti è costretto a piegarsi sotto le pressanti proteste degli industriali. Il tutto con il via libera del ministro dell’ambiente Clini e quello della sviluppo Passera. Che però rassicurano che è tutto posto e che non intendono tornare indietro. C’è da credergli? Di certo c’è che le industrie ringraziano. La precedente norma che prevedeva entro ieri 31 dicembre il de profundis del sacchetto di plastica, è sparita dal “mille proroghe”, decreto legge del Consiglio dei ministri volto a prorogare o risolvere disposizioni urgenti entro la fine dell’anno in corso.

La decisione del ban dei sacchetti di plastica era stata salutata, lo scorso gennaio, con molta soddisfazione, sia dall’opinione pubblica che dalle firme più importanti dell’ambientalismo italiano. Se si pensa, infatti, che la natura impiega circa due secoli a smaltire una singola busta di plastica, si comprende immediatamente che lo stop alle suddette buste negli esercizi commerciali avrà un impatto decisamente positivo sull’ambiente e sulla salvaguardia degli ecosistemi.

Il sospetto, come scriveva venerdì Sara Nicoli su Il fatto Quotidiano, cade sui i produttori, e in particolare su “…la Federazione Gomma Plastica, presieduta da Angelo Bonsignori, organismo rappresentato in Confindustria”, Perché un’accusa così mirata? E’ presto detto: “Solo una settimana fa, il 21 dicembre, Bonsignori aveva rilasciato un’accorata intervista al Sole 24 Ore denunciando un’imminente catastrofe occupazionale nel settore della produzione di sacchetti legata, ovviamente, all’imminente uscita di scena degli shopper. Solo che, alla fine dell’intervista, aggiungeva: Però, sento aria di ritorno. Un presagio?”

A voler pensare male…


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